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Numero 9 del 2009

Dialoghi impossibili


Foto: Dialoghi impossibili
PAGINA 9

Testi pagina 9

Con la sua terza enciclica Caritas inveritate, Benedetto XVI affronta i te-
mi dello sviluppo e delle diseguaglianze
nel mondo governato dal liberismo e da
una organizzazione delle relazioni inter-
nazionali priva di regole e affidata a
istituzioni mondiali ormai inefficaci a
garantire la cooperazione e la redistri-
buzione di risorse. La tesi di fondo del
testo, forse troppo vasto e complesso da
rischiare la genericità, è che le risposte
alla crisi attuale del capitalismo vada-
no ricercate nell'etica, e specificamente
quella della Chiesa cattolica. Così, se
da una parte l'enciclica appare come
grande riflessione sulla necessità di ri-
progettare il sistema economico ai fini
del bene comune e dei diritti dei lavora-
tori, passando per la dignità del lavoro,
contro l'irresponsabilità del mercato e
del profitto, dall'altra è l'occasione per
riconfermare che fuori dalla carità cri-
stianamente intesa non c'è verità possi-
bile nelle scelte umane. Il Papa colloca
così la Chiesa cattolica al centro della
scena mondiale, affrontando, con ac-
centi inaspettati, quasi da socialismo
cristiano, l'impatto della crisi finanzia-
ria che ha investito le economie di tutto
il mondo e denunciando il prezzo altis-
simo che i lavoratori del primo e del ter-
zo mondo pagano ai processi di derego-
lamentazione del mercato del lavoro,
alle delocalizzazioni; fino all'egoismo
sfrenato dei gruppi dominanti del capi-
talismo che ha prodotto una immensa
crescita della ricchezza mondiale e, in-
sieme, l'aumento della povertà, delle
disuguaglianze e l'esclusione dei popoli
poveri dalle risorse materiali e dalla co-
noscenza. Secondo Benedetto XVI il ca-
pitalismo deve dunque rivedere le sue
regole, i poteri devono combattere la
corruzione, le ricchezze devono essere
redistribuite, la cooperazione tra i po-
poli ha bisogno che l'Onu e gli altri or-
ganismi internazionali si
impegnino per rendere tra-
sparente ed efficace la lo-
ro azione, così come una
nuova etica della respon-
sabilità deve guidare la
tutela dell'ambiente e lo
sfruttamento delle risorse
del pianeta. L'enciclica è
stata accolta con imme-
diato entusiasmo da os-
servatori, forze sociali,
commenti politici rigoro-
samente bipartisan, come
la voce da tempo attesa per scuotere le
coscienze e stimolare un cambiamento
di rotta effettivo nella politica e nell'e-
conomia.
Purtroppo le aspettative suscitate da
carità e verità cristiane si dovranno
scontrare con la forza e il potere del de-
naro e del capitalismo reale, e certo la
storia del secolo scorso e di questo ini-
zio del nuovo millennio non rassicura.
Né l'invocazione del papa si pronuncia
su questa storia e sulla storia stessa del
cattolicesimo.
L'enciclica non lo dice, ma bastereb-
be pensare alla vicenda postconciliare e
all'atteggiamento della chiesa cattolica
verso la teologia della liberazione per ri-
cordare che, per paura del comunismo
ateo, essa si orientò al sostegno del ca-
pitalismo più duro in Africa e America
Latina - fino al sostegno ai regimi mili-
tari e golpisti - e al silenzio sul martirio
di preti schierati al fianco dei poveri co-
me monsignor Romero. Una storia che
ha riguardato anche altre parti del mon-
do, un abbraccio pesante tra Chiesa e
capitalismo che ha orientato il più delle
volte il sostegno a governi moderati,
neocentristi o addirittura
di destra anche in Euro-
pa, prima durante e dopo
il tempo che ci separa
dalla caduta del muro di
Berlino. Certo, già Wojty-
la, alla fine della sua vita
e del suo magistero ebbe
accenti inusitati, lui - il
campione della lotta con-
tro i paesi del socialismo
reale - di forte critica,
quasi di stupefatto dolore
di fronte al volto selvag-
gio del capitalismo e ai suoi valori de-
clinati in consumismo e in mercificazio-
ne pressoché totale della vita individua-
le e sociale del nostro tempo. La cifra
profonda dell'enciclica è dunque nella
conferma di una centralità della cultura
e della scala valoriale della chiesa cat-
tolica contemporanea: forti riferimenti
sociali fondati sull'etica, non certo sulla
messa in discussione degli assetti econo-
mici e politici dominanti, appello alla
buona volontà degli uomini guidati dal-
la verità della fede, senza nessun supe-
ramento dei dogmi che imbrigliano il
discorso pubblico della chiesa su posi-
zioni etiche rigide e integraliste: sulla
scienza e l'uso della tecnologia, la ses-
sualità umana e il giudizio sulla con-
traccezione e l'aborto, la fine della vita
e la libertà di scelta. Non è un caso che
su questi temi si concluda un testo che
molte speranze vorrebbe suscitare in un
rinnovato ruolo di guida della chiesa
nel mondo, e che non offre, invece, su
un più alto sostegno di comprensione
pastorale le risposte alle ansie e delle
domande di senso degli uomini e delle
donne del nostro tempo.
noidonne settembre 2009 9
Benedetto XVI e il "capitalismo reale"
Enciclica Caritas in veritate
Paola Pellegrini
il testo, che molte speranze vorrebbe suscitare in un rinnovato
ruolo di guida della chiesa cattolica nel mondo,
non offre però risposte ad ansie e domande di senso
degli uomini e delle donne del nostro tempo
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