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Numero 9 del 2009

Dialoghi impossibili


Foto: Dialoghi impossibili
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noidonne settembre 2009 33
Gandhi nel 1977, non è il suo unico in-
teresse. Nei primi anni Settanta Pratib-
ha Patil, insieme al marito da cui ha
avuto anche due figli, ha fondato un
centro educativo, Vidya Bharati Shiks-
han Prasarak Mandal, rivolto a dare
opportunità formative alle persone più
deboli socialmente. Inoltre Pamil ha
fondato e diretto strutture rivolte all'ac-
coglienza e alla formazione universita-
ria delle donne, una cooperativa per la
produzione dello zucchero e la Pratibha
Women Cooperative Bank che ha l'espli-
cito obiettivo di rafforzare il potere del-
le donne.
Insediandosi nella poltrona presiden-
ziale Pamil, non dimenticando di rin-
graziare Sonia Gandhi per averla soste-
nuta, ha annunciato di volersi interes-
sare della legge sullo sviluppo agricolo
proposta dall'UPA e del rafforzamento
della presenza nei luoghi decisionali
delle donne, sostenendo proposte di leg-
ge mirate ad assicurare una presenza
del 50% di donne nei consigli di villag-
gio ed aumentare le "quote rosa" in tutti
gli organi legislativi.
Anche l'altra donna fortemente so-
stenuta da Sonia Gandhi, Meira Kumar,
durante il suo discorso inaugurale in
parlamento, non ha dimenticato di col-
legarsi alle altre donne che l'hanno so-
stenuta e di ribadire il bisogno di rifor-
me e atti concreti rivolti a migliorare le
condizioni sociali e il livello di istruzio-
ne delle donne che rimane molto basso,
anzi uno dei più bassi di tutto il conti-
nente asiatico, specialmente
nelle aree remote e nelle cam-
pagne. Meira Kumar, 64 an-
ni, membro della comunità
dei "dalits" (oppressi) consi-
derati al margine della socie-
tà tanto da essere esclusi dal
mondo del lavoro e dalle at-
tività sociali, in passato im-
pegnata in attività di assi-
stenza umanitaria, dopo es-
sere stata ambasciatora a
Madrid e a Londra, ha inizia-
to la carriera politica nel
1985, divenendo 5 volte de-
putato. Nel precedente gover-
no aveva collaborato nel Mi-
nistero della giustizia sociale
ed ora era già stata nomina-
ta ministro delle risorse idri-
che da Singh. Nonostante il
suo curricula ha occupato le
cronache di tutti i giornali in-
ternazionali in quanto per la
prima volta nella storia del-
l'India, una persona apparte-
nente alla casta degli 'intoc-
cabili' è stata eletta presiden-
te del Parlamento. Ma nel
suo primo discorso in Parla-
mento, la neo-presidente Kumar ha pre-
ferito rilevare il suo essere donna più
che dalit: "Sono profondamente onorata
di essere stata eletta la prima donna
speaker di questa grande e vibrante de-
mocrazia che noi abbiamo. Sono lieta di
informarvi che in questa15esima Lok
Sabha, il numero delle donne è aumen-
tato.... Questi sono indicatori della pre-
senza di un'autentica intenzione di ren-
dere la posizione delle donne più forte".
Che dire sulla 'nostra' Sonia Gandhi?
A settembre 2007 la rivista americana
Forbes la ha posizionata al sesto posto
nella classifica delle donne più potenti
del pianeta. Questa donna così potente,
nata e cresciuta come Edvige Antonia
Albina Maino in un paese vicino Torino
nel 1946, si è naturalizzata indiana nel
1983, quindici anni dopo la sua unione
con Rajiv, per evitare che la sua cittadi-
nanza italiana potesse in qualche modo
intralciare la politica del marito. Dal
1998 è entrata in politica, ma per favo-
rire il dialogo tra le varie comunità reli-
giose ed etniche e contrastare le pulsio-
ni nazionalistiche, ha rinunciato alla
poltrona di primo ministro.
Oggi detiene un ruolo fondamentale
nella vita politica indiana, fidandosi
delle qualità delle donne e occupandosi
del loro empowerment ai vari livelli del-
la scala sociale. Soprattutto la italo-in-
diana leader di uno dei partiti di sini-
stra più importanti del mondo sembra
davvero in grado di farsi amare da tut-
te/i cittadine/i.
Del resto l'India è anche il luogo in
cui esistono luoghi come Kavathe Piran.
Si tratta di un piccolo villaggio dello
stato del Maharashtra, nella costa occi-
dentale, in passato conosciuto per esse-
re un paese di combattenti maschi in cui
le donne, dedicate quasi esclusivamente
alle cure della casa in obbedienza ai
mariti e padri, vivevano in una situa-
zione di inferiorità. Ma da qualche an-
no un gruppo di 17 donne ha destituito
i capi del villaggio e istituito un nuovo
panchayat (consiglio del villaggio)
composto di sole donne. La prima misu-
ra intrapresa è stata il divieto di fare
uso di alcolici e del gutka, una sorta di
tabacco profumato, il cui uso è molto
diffuso in India tra gli uomini, antici-
pando la decisione del governo indiano
che a sua volta ne ha vietato l'uso in
tutto il paese. Oltre a queste misure, il
Consiglio del villaggio tutto al femmini-
le, ha intrapreso varie azioni per pro-
muovere lo sviluppo, come aiutare gli
abitanti ad aprire caseifici, ristoranti,
negozi di alimentari ed altre misure ri-
volte a favorire l'occupazione giovanile.
Dal livello più basso del villaggio al
livello della più alta carica istituziona-
le le donne indiane stanno venendo allo
scoperto e non lo fanno in nome dell'u-
guaglianza né mostrando di rincorrere
l'ottenimento di un qualcosa. Lo fanno
spinte dalla necessità di un cambia-
mento e del miglioramento delle condi-
zioni reali di se stesse e di tutta la po-
polazione.
una società in trasformazione spinge le indiane
ad uscire allo scoperto
Pratibha Patil


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