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Numero 9 del 2009

Dialoghi impossibili


Foto: Dialoghi impossibili
PAGINA 42

Testi pagina 42

settembre 2009 noidonne42
Cara Bruna,
per caso riesci a decifrare, nei rami
frondosi del mio albero, i meandri
oscuri dell'oscurissimo rapporto con
mia madre? Quella potenza delle vi-
scere che mi attanaglia alla terra, at-
traverso radici che non riesco a reci-
dere, e neanche posso, ovviamente, e
mi impedisce di raggiungere il cielo,
mi costringe a incurvarmi, piegarmi,
distendermi appena qualche attimo e
soltanto per un breve spazio? Che sia
lei? O è qualcosa che riguarda solo me
e a cui io do il suo nome per identifi-
care un colpevole, e discolpare me
stessa (non so bene di quale colpa,
forse quella stessa di essere nata)?
Insomma, ecco il mio albero, l'uni-
co che so disegnare.
Maria Cristina
Cara Maria Cristina,
intanto complimenti per il tuo stile
grafico-pittorico e letterario! Il tuo albe-
ro domina su un piccolo avvallamento,
e le sue fronde sono talmente folte da
rendere il sostegno quasi esile! La picco-
la collina in miniatura formata dalla
terra smossa dalle radici è veramente in
relazione con la tematica materna, dif-
ficilmente superabile, perché in senso di-
namico equivale quasi alla decisione di
dover scalare una montagna. Gli impe-
dimenti non sono così esagerati, ma so-
no forti simbolicamente parlando: il
muretto di cinta è l'incognita da svelare,
se è al limite della tua espansione o del
tuo contenimento. Espansione in senso
evolutivo e contrazione in senso difensi-
vo quasi si sovrappongono e diventano
due facce della stessa medaglia. Il ri-
schio è accontentarsi del quotidiano ri-
nunciando a scelte importanti. Il tema
di fondo resta quello di dover appagare
qualcuno che sembra di non soddisfare
abbastanza. La dominanza realmente
vissuta nel tuo rapporto con la figura
materna ha dato origine alla sensazione
di non farcela e a molta aggressività.
Tutto è tonale, dal tronco alle foglie, e
mostra la tua profonda sensibilità ac-
compagnata da un'ansia di fondo, una
personalità di tipo 'sensoriale'. Da subi-
to dopo la nascita fino a pochi
anni or sono (anni 1 e tre mesi,
5 e tre mesi, 8 e sette mesi, circa
11, circa 25 e mezzo, circa 33,
circa 37, 40, circa 47) la tua vi-
ta è stata segnata da traumi ed
emozioni molto forti, come
quella dei 37 anni, età definita
anche punto zero, anno in cui si
può veramente afferrare il senso
della vita. Il tuo albero cresce
nel paesaggio e costituisce con
esso l'unità che devi riconoscere
in te stessa, nella persona così
amante del rapporto con gli al-
tri, amante della bella forma e
dell'essenza dell'essere. L'accen-
tuazione del polo superiore del
tuo albero rispetto al tronco è
segno di vivacità intellettiva, di
interessi spirituali, metafisici,
ideali. Non c'è colpa che tu deb-
ba assumerti se non il peso del
tuo percorso, che come spesso accade,
soprattutto per gli artisti e le anime sen-
sibili, è segnato dalla difficoltà di dis-
taccarsi maggiormente dall'ambivalen-
za che contraddistingue sempre il rap-
porto con il primo oggetto d'amore. La
mamma deve saper contenere, protegge-
re, amare, e non è facile per tutte le per-
sone mantenere quella sorta di 'volta ce-
leste' che costituisce la forza vitale di un
bambino. Quando questo 'corpo eterico'
è fragile, occorre impegnarsi maggior-
mente per rinsaldare tutta l'organizza-
zione dell'Io, e per te il cielo, inteso co-
me idealità, è molto vicino!
Leggere l’albero
Tracce
Bruna Baldassarre
disegna il 'tuo albero', parla di te
La Federconsumatori condivide pienamente quanto espresso da Giuseppe
Giulietti, portavoce di Articolo21, e vuole esprimere la sua adesione e tutta la
sua disponibilità a un'iniziativa nazionale per rivendicare il diritto all'informa-
zione, alla trasparenza e, soprattutto, a una giustizia che sia davvero uguale
per tutti."In quanto associazione per la tutela dei diritti dei cittadini", sostie-
ne il presidente Rosario Trafiletti, "ci schiereremo in prima fila in questa batta-
glia, come da anni abbiamo sempre fatto perché riteniamo che mettere a tace-
re le intercettazioni vuol dire non solo privare la magistratura di uno stru-
mento preziosissimo per le indagini, con grande soddisfazione di truffatori,
malavitosi e di quanti non siano in regola con la giustizia, ma anche intacca-
re l'autonomia stessa del potere giudiziario. Pensiamo inoltre che, se non fosse
stato permesso l'utilizzo delle intercettazioni, probabilmente, non sarebbero
usciti allo scoperto casi quali Cirio, Parmalat e molti altri che hanno coinvol-
to, truffandoli, milioni di cittadini. È per questo che noi crediamo, anzi, che
tale strumento avrebbe dovuto essere potenziato".
Viola Conti
Intercettazioni:
no al bavaglio


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