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Numero 9 del 2009

Dialoghi impossibili


Foto: Dialoghi impossibili
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Testi pagina 15

noidonne settembre 2009 15
zione Repubblicana non verrà cambia-
to, rivendicare che "l'arte e la scienza so-
no libere e libero ne è l'insegnamento".
Un principio, nato proprio dallo spirito
resistenziale e antifascista, ma che se
passerà il ddl Aprea sarà sempre più
svuotato anche grazie alla 'nuova' ride-
finizione della funzione docente.
E' inquietante infatti, come questo di-
segno di legge si preoccupi di sostituire
abilmente libertà d'insegnamento con li-
bertà didattica (art.5.1). Ognuno sa - e
una pedagoga-pedagogista come la
dott. Aprea non può non sapere -, che
questa riguarda le strategie d'insegna-
mento di obbiettivi e contenuti prefissa-
ti. E nel ddl di cui ci stiamo occupando,
è proprio la libertà d'insegnamento ad
essere sottoposta a vincoli, come
si legge fin dall'introduzione: "La
legge, nel dare attuazione al
principio costituzionale della li-
bertà di insegnamento, non può
limitarsi alla mera definizione
della libertà, ma ha il compito di
stabilire regole precise con riferi-
mento ai vari aspetti che incido-
no su di essa, come, ad esempio,
il modo con cui si identificano le
attività del docente, l'eventuale
tipologia della funzione docente,
i rapporti fra il docente e la
scuola, i rapporti fra la scuola e
gli altri pubblici poteri, le proce-
dure di assunzione, la stabilità
del rapporto, i princìpi su even-
tuali "carriere" eccetera. (…) In
tale prospettiva il concetto di
"stato giuridico" include, tra l'al-
tro: l'identificazione (in che cosa
consiste) e la configurazione
(identica o differenziata) della
funzione docente; i contenuti e i
limiti della libertà di insegna-
mento". Insomma una libertà li-
mitata e ben vigilata! Sottoposta
a diversi controllori come abbia-
mo visto, a molti dei quali, per
altro, nessuno chiede titoli culturali e
professionali, quelli che i docenti hanno
ovviamente, per parlare di scuola, pro-
gettare scuola, e fare scuola ogni gior-
no! Eppure saranno i clan del familismo
che maggiormente detteranno legge, vi-
sto che il docente deve procedere nella
"sua funzione educativa… in collabora-
zione con la famiglia di ciascun allievo,
e i relativi risultati educativi costitui-
scono l'oggetto della specifica responsa-
bilità professionale del docente." (art.
12.3). Poiché poi tale 'responsabilità'
sarà valutata e costituirà anche elemen-
to di progressione di carriera (anche
economica) - "le procedure per la valu-
tazione e il controllo dell'attività dei do-
centi rientrano nella esposta nozione di
"stato giuridico" e, dunque, nell'ambito
riservato al legislatore statale. In tale
contesto il Parlamento potrebbe intro-
durre, andando a colmare un vuoto at-
tualmente esistente nell'ordinamento,
forme di valutazione e di responsabilità
del docente, che dovrebbero essere im-
prontate alla predeterminazione dei cri-
teri della valutazione medesima (quale,
ad esempio, il raggiungimento di obiet-
tivi formativi predefiniti)" - si capisce
bene a quali meccanismi perversi si an-
drà incontro. Tanto più che il ddl preve-
de che si potrà arrivare, in caso di for-
mulazioni di giudizio negativo sul do-
cente "alla sospensione temporanea del-
la progressione economica automatica
per anzianità del docente. Le valutazio-
ni periodiche costituiscono credito pro-
fessionale documentato utilizzabile ai
fini della progressione di carriera e sono
riportate nel portfolio personale del do-
cente". Una vera e propria schedatura,
dunque. E chi non supera l'esame, ma-
gari perché ne rifiuta anche il meccani-
smo perverso dei continui concorsi che
il decreto prevede, perché ha fatto già
durissimi concorsi a cattedra ordinari,
perché ha già anni ed anni d'esperienza,
e certamente potrebbe lui insegnare ai
novelli 'esperti' di nomina ministeriale?
Intanto, per blindare l'autonomia pro-
fessionale del docente, nel suo cardine
della libertà d'insegnamento contro
eventuali vertenze sindacali, il ddl
Aprea prevede: "Al fine di garantire
l'autonomia della professione docente e
la libertà di insegnamento, è istituita
l'area contrattuale della professione do-
cente come articolazione autonoma del
comparto scuola". Una libertà a tratta-
tiva che già è preoccupante, ma come se
ciò non bastasse: "le materie riservate
alla contrattazione nazionale e integra-
tiva regionale e di istituto sono indivi-
duate secondo criteri di essenzialità e di
compatibilità con i princìpi fissati dalla
presente legge." (art. 22).
gli studenti saranno ostaggio dell'indottrinamento
del familismo territoriale; i docenti saranno esautorati
della libertà d'insegnamento


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