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Numero 9 del 2009

Dialoghi impossibili


Foto: Dialoghi impossibili
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Testi pagina 34

settembre 2009 noidonne34
America Latina / Cile
Bachelet: pillola del giorno dopo
e buono per le madri
Dopo il parere sfavorevole del Tribunale Costituzionale e
della Consulta che hanno proibito la distribuzione gratui-
ta della cosiddetta pillola del giorno dopo negli ambulato-
ri di salute pubblica e nei consultori la Presidenta cilena
Michelle Bachelet ha firmato un progetto di legge titolato
"Informazione, orientamento e prestazioni in materia di re-
golazione della fertilità" al quale ha impresso il carattere di
estrema urgenza dichiarando che è dovere del Governo "fa-
re in modo che tutte le donne del paese abbiano accesso
agli anticoncezionali che sono consentiti da tutta la co-
munità medica mondiale". Bachelet ha anche sottolineato
che in questo modo "lo Stato non impone nulla ai cittadi-
ni, ma assicura solo l'equità nell'accesso ai metodi anti-
concezionali, dando a tutti la stessa possibilità e lasciando
la libertà di scelta alle persone".
La proposta di legge stabilisce il diritto all'informazione su
tutte le alternative efficaci di regolazione della fertilità co-
sì come di prevenzione delle gravidanze precoci e delle ma-
lattie a trasmissione sessuale e fissa la competenza degli
organismi statali sulla materia, anche quando si tratta di
anticoncezionali di emergenza.
La distribuzione di questi presidi sanitari è stata proposta
da Bachelet pochi mesi dopo la sua ascesa alla presidenza
del Cile, nel marzo del 2006, ma l'opposizione interna non
ha mai smesso di frapporre ostacoli e ricorsi. Infatti non
appena il Ministero della Salute promulgò le Norme Nazio-
nali sulla regolazione della fertilità, che autorizzavano i
Consultori e gli Ospedali a distribuire gratuitamente alle
donne e alle adolescenti maggiori di 14 anni qualsiasi me-
todo anticoncezionale, i settori più conservatori del paese
impugnarono la senten-
za costringendo la Pre-
sidenta a firmare un de-
creto d'urgenza. Poi fu
presentato un ricorso al
Tribunale Costituziona-
le, accolto nell'aprile
2008, e alla Consulta
che ribadì la sentenza.
Proprio per questo Ba-
chelet ha deciso di presentare
una proposta di legge per re-
golamentare il settore.
Intanto è entrata in vigore la
riforma al sistema pensioni-
stico che prevede la consegna
ad ogni donna di più di 65
anni che abbia avuto almeno
un figlio di un buono di 555
dollari. Il contributo ricono-
sce il lavoro di cura delle don-
ne e - secondo quanto comu-
nicato dal governo cileno - è
un aiuto che lo stato ricono-
sce a tutte le cilene, senza di-
stinzioni sociali, per il fatto di
essere state madri. I requisiti
per accedervi sono: avere più
di 65 anni, avere avuto un fi-
glio - naturale o adottato -,
andare in pensione da luglio
2009, vivere da almeno 20
anni in Cile. Nel corso del
presente anno saranno
13.000 le donne che riceve-
ranno la somma prevista; nel
2010 il numero arriverà a
42.000.
Africa / Mauritania
Una griot canta contro il regime
Mentre tornava dal Senegal, dove si era recata ad inci-
dere i suoi dischi - cosa che le è vietata nel suo paese -,
Malouma Minth Meidah, 49 anni, ha subito il sequestro
dei cd che trasportava nel bagagliaio della sua macchina. E'
questa la forma di censura che il dittatore mauritano, ge-
nerale Mohamed Ould Abdel Aziz golpista che un anno fa
ha incarcerato Sidi Abdallahi, il primo leader eletto demo-
craticamente nel 2007, ha messo in atto contro questa
donna, una cantante che si oppone al regime e che è stata
eletta senatrice nell'unico voto libero in mezzo secolo di
indipendenza del paese. Malouma che attraverso melodie
dolci e piacevoli scrive testi contro la dittatura è una delle
poche che sfida apertamente il governo del suo paese. An-
che se la cantante è stata sempre rispettata, anche nei mo-
menti più oscuri delle dittature militari che si sono succe-
dete in Mauritania, ha recentemente dichiarato che con
Aziz è cambiato tutto: "Ho ricevuto minacce telefoniche,
per la prima volta ho avuto paura". La 'carriera' di opposi-
trice di Malouma Minth Meidah è cominciata presto; infat-
ti a soli 10 anni tirò le pietre a un emiro, un capo religio-
so, colpevole di aver lasciato il vecchio padre a cantare per
ore sotto il sole; a 16 anni è diventata famosa per una can-
zone dal titolo "Mi piace amare il mio amore", atto d'accu-
sa contro la pratica diffusa dei matrimoni con le bambine.
Oggi è diventata un'icona, tanto all'estero quanto per la


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