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Numero 5 del 2006

L'altra metà


Foto: L'altra metà
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Testi pagina 7

noidonne maggio 2006 7
Le ultime elezioni politiche hanno con-segnato all'Unione e alle forze politi-
che del centrosinistra una vittoria suda-
ta e sospirata, fino all'ultimo voto,
certo, ma finalmente permettono di
guardare avanti, ad un governo del cen-
trosinistra, "un governo di tutti", come
ha sottolineato Prodi a commento dei
risultati. E tuttavia questa vittoria
strappata con fatica e serenità alla
destra, ci ha permesso di vedere le
donne fare un deciso passo in avanti. La
presenza delle donne in Parlamento si è
fatta più consistente e più robusta. E'
cresciuto il numero dei seggi rosa e ad
entrare o ritornare alla Camera e al
Senato è un drappello variegato di
donne: ci sono alcune conferme, perso-
nalità autorevoli, di lunga esperienza
parlamentare e di governo, come Anna
Finocchiaro, Livia Turco, Rosy Bindi, c'è
un grande nome della nostra cultura,
come quello di Franca Rame, eletta con
Italia dei Valori, testimoni di momenti
dolorosi e significativi della nostra sto-
ria passata e recente, la vedova di
Nicola Calipari, Rosa Maria Villecco, e
la figlia di Guido Rossa, Sabina,
entrambe elette al Senato con i
Democratici di Sinistra.
E infine non manca il debutto delle
'straniere'. Sono due le parlamentari
donne nel piccolo drappello di eletti
della circoscrizione Estero, che alla fine
si è rivelato determinante per aggiudi-
care al centrosinistra Palazzo Madama,
Mirella Giai al Senato e Marisa Bafile
alla Camera. Insomma, dal punto di
vista delle donne proprio un bel risulta-
to, che ha visto arrivare fino a Palazzo
Madama ben 35 donne. Il partito dei
Democratici di Sinistra conta il numero
maggiore di senatrici, ben 14, ma è
Rifondazione ad aggiudicarsi la palma
di partito rosa con ben 8 senatrici su 27
eletti, circa 30% del totale, rappresenta-
tissime le donne dei Verdi con Loredana
De Petris e Anna Donati. Appena 4
senatrici rispettivamente per Forza
Italia e per la Margherita.
"Credo - ha detto Flavia Prodi, che
torna a fare per la terza volta nella sua
vita la first lady - che la realtà delle
donne con responsabilità politiche e
sociali sia ormai un destino fatale e un
processo naturale". La neo first lady ita-
liana pronostica una significativa dele-
gazione femminile anche al governo,
quando parlando di suo marito, leader
della coalizione vittoriosa del centrosi-
nistra, dice "è abituato da molto a lavo-
rare con le donne e a fidarsi di loro".
Ora, è il momento di tradurre in pro-
poste concrete il programma di governo
della coalizione e spetta alle neo-elette e
ri-elette individuare alcune priorità al
femminile. "Dopo la vittoria di Romano
Prodi - spiega Franca Bimbi, deputata
della lista unitaria Ulivo - occorre
riprendere con forza un'azione politica
delle donne dell'Ulivo e costituire una
piattaforma femminile per il partito
democratico nel centrosinistra. Occorre
- e sembra quasi una provocazione -
smetterla di parlare di quote per affron-
tare i problemi delle più giovani, dal
lavoro alla sessualità alla maternità,
delle donne di mezza età, che hanno il
carico dei figli e anche degli anziani che
devono far quadrare i bilanci familiari,
delle donne anziane che sono le più
povere tra i poveri". Dunque, via da ora
in avanti, secondo Bimbi, "ad un per-
corso delle donne per il partito demo-
cratico che affronti in maniera concreta
le necessità del paese al femminile.
Dobbiamo farci carico delle esigenze di
tutti, a cominciare dai più deboli".
E quanto al ruolo delle donne nel
governo che Prodi si accinge a compor-
re, Livia Turco, responsabile Ds per le
Politiche Sociali e ministro nei governi
dell'Ulivo, ricorda proprio l'esperienza
del Prodi I, nel 1996. "Le donne che sono
state in quel governo - dice - hanno
lasciato un segno forte in direzione del
dialogo, della concretezza e della
mediazione. Valori cari all'Italia in que-
sto momento e valori che, come Prodi sa
bene, le donne possono interpretare al
meglio". E proprio Livia Turco offre indi-
cazioni preziose, con una particolare
attenzione al Welfare, sulle priorità del
nuovo governo. In primo luogo occupa-
zione, buona e stabile occupazione per
porre un argine alla precarietà.
"Modificheremo - spiega - alcune norme
della legge Biagi, definiremo la Carta
dei diritti dei lavoratori, istituiremo un
credito d'imposta per chi assume a
tempo indeterminato, e di contro, un
aggravio sui lavori precari". Quanto
alla sanità, "punteremo - precisa - al
rilancio del sistema sanitario, abbatte-
remo le liste d'attesa e avvieremo inve-
stimenti per la sanità nel Mezzogiorno".
Quindi, una mappa capillare di asili
nido, 3.000 e "assegno per i figli, appli-
cazione della legge quadro per la realiz-
zazione del sistema integrato di inter-
venti e servizi sociali". Si tratta di una
legge dalle grandi potenzialità, voluta
nel 2000 dal centrosinistra e rimasta
lettera morta in questi anni di governo
della destra. Perchè "il centrodestra -
spiega Turco - non si è mai occupato di
niente nel campo delle politiche sociali,
ha solo varato pessime leggi, tra cui la
Fini-Giovanardi sulle droghe. Il governo
Berlusconi aveva un solo obiettivo - è la
sua conclusione - segregare chi è porta-
tore di un disagio sociale".
Per Anna Serafini, responsabile della
Quercia per le politiche per l'Infanzia ed
eletta a Palazzo Madama, il nuovo
governo e la nuova maggioranza
dovranno dedicare grande attenzione
alle esigenze dei minori e puntare ad
elevare l'occupazione femminile.
"Vogliamo rendere gli asili nido un ser-
vizio educativo e non più a domanda
individuale", dichiara. "Questo significa
che lo Stato si sobbarcherà le cure,
garantendo i servizi necessari e soste-
nendo le funzioni genitoriali". Solo in
questo modo, secondo Serafini, "sarà
possibile innalzare il livello di occupa-
zione femminile, il più basso in Europa.
In Italia è ancora bassissima la percen-
tuale di mamme che portano i bambini
negli asili nido. E poi, ancora, istituire
una figura nuova: il garante per l'infan-
zia e l'adolescenza, già presente in molti
paesi europei".
Federica Lupparelli
Un passo avanti
Futuro prossimo / 2
le donne sono più presenti in
Parlamento, ma solo nel
centrosinistra. E si comincia a
parlare di politiche del lavoro,
del welfare e dei servizi


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