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Numero 5 del 2006

L'altra metà


Foto: L'altra metà
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Testi pagina 42

maggio 2006 noidonne42
Dopo il suo primo restyling, ha unavesta ancora più fastosa e festosa il
Museo Nazionale del Cinema di Torino:
il recente rinnovamento si deve ancora
a François Confino, l'artefice principale
di questa meraviglia di vetrina. Il suo
estro come una bacchetta magica ha
distribuito in ogni area e in tutti i livelli
del percorso esistente nuovi allestimen-
ti, tracciati di visita ridisegnati, sistemi
video all'avanguardia, filmati di mon-
taggio proiettati con perfetta qualità di
visione. Completa la serie delle novità
una mostra fotografica intitolata Imma-
gini del silenzio,
che illustrando la
storia avventurosa
del cinema muto
torinese, mette in ri-
lievo il valore di un
capitale prezioso,
personaggi, docu-
menti e fotografie
di film storici. Fra
questi Cabiria, di
cui si annuncia per il 15 marzo in prima
visione mondiale uno spettacolare e
perfetto rifacimento in duplice versione,
muta e sonora. Avviandosi nel percorso
espositivo che si avvolge intorno alle
pareti altissime della cupola ogivale
dell'edificio, là dove si ammirano gli an-
tichi, incantevoli strumenti della storia
del cinema, due aree sono state rinno-
vate con posta-
zioni individuali
per la visione di immagini d'epoca ste-
reoscopiche. L'Aula del Tempio, trafitta
dal velocissimo ascensore, decorata con
grandi statue, particolari bizzarri e dis-
parati, fornita di poltrone sdraio fode-
rate di velluto davanti agli schermi,
ospitava già ambientazioni ispirate ai
generi cinematografici, perfettamente ri-
costruite e popolate di fantasmi, angoli
suggestivi come il bar umbertino o lo
spazio con l'alcova cremisi circolare e
rotante, rivestita di cuscini e trine e al-
lietata da film d'amore e di morte
proiettati sul soffitto. Ora nuove cappel-
le si schiudono magicamente realistiche
accanto al salotto per il cinema di ani-
mazione: un angolo sfolgorante di ri-
chiami di musical famosi, un altro tra-
sformato nel saloon di un villaggio USA
di frontiera, un terzo, percorso da cor-
renti da brivido di film orripilanti. Pro-
cedendo sulla rampa elicoidale, alcuni
segreti sulla realizzazione di un film si
svelano in un gustoso percorso didatti-
co che spezzettando un breve cortome-
traggio e con una sintesi ben narrata,
mette in vista elementi del linguaggio ci-
nematografico, dal sonoro al montag-
gio, dalle riprese agli effetti speciali. Qui
dentro, dove tutto è fascino e perfezione
estetica e tecnologica, si vive un'espe-
rienza particolare di ricordi di straordi-
naria intensità. In questa vertigine che
non stanca, non assorda e non aggredi-
sce, accompagna la nuova rete di co-
municazione interna che fornisce le sue
indicazioni in italiano e in inglese: sono
60 paline informative dotate di bottoni
luminosi che indicano percorsi, temi,
oggetti, e la storia dello splendido edifi-
cio (in origine concepito dall'Antonelli
come sinagoga) diventato oggi un luogo
unico al mondo per le meraviglie che
racchiude, le suggestioni che sprigiona e
anche le emozioni che solleva.
Museo del Cinema in veste nuova
Torino
il recente restauro ha donato alla città un gioiello che unisce l'an-
tico e la tradizione alle più avanzate tecnologie Mirella Caveggia


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