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Numero 5 del 2006

L'altra metà


Foto: L'altra metà
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processo d'islamizzazione della società.
Sono, in gran parte, giovani donne, con
istruzione superiore, non ancora sposa-
te, disposte a sfuggire ad ogni elemento
di coercizione. Va detto che la Cecenia
era stata fortemente sovietizzata e
modernizzata, come dimostrano la
secolarizzazione, l'alfabetizzazione di
massa, l'urbanizzazione e l'industrializ-
zazione, la relativa posizione delle
donne nella vita pubblica. Quest'ultime
non hanno mai portato il velo (coprono
solo la parte alta della fronte con una
fascia, che lascia i capelli visibili e il
volto totalmente scoperto), hanno stu-
diato e, fra di loro, alcune sono diven-
tate medici, direttrici di scuole, docenti
universitarie, dirigenti e quadri d'ammi-
nistrazioni pubbliche, responsabili loca-
li della politica.
Tuttavia, questi elementi della moder-
nizzazione sovietica sono stati messi
seriamente in discussione dalla distru-
zione quasi totale dell'economia cecena,
causata dalle due guerre, che da un lato
ha generato una crescente anomia
sociale e dall'altro rivitalizzato, in un
panorama di scontri laceranti, l'orgo-
glio nazionale attraverso il recupero di
antichi riti e di lasciti tribali pre-islami-
ci, come la poligamia, il velo, e così via.
Con il risultato che i tratti di piccole
comunità, che si ritrovano ancora nel-
l'insieme delle società caucasiche strut-
turate per nuclei familiari allargati e per
clan (teip), non solo permangono ma
tendono ad accentuarsi. In questi anni
di guerra, la società cecena non è rima-
sta immobile nella sua organizzazione.
Le fratture psicologiche e le umiliazioni
culturali esercitate dai militari russi
sono state vissute dalla popolazione
come una volontà di distruggere il paese
e, di conseguenza, essa ha sviluppato le
sue difese contro questa atomizzazione.
In molti casi, queste difese hanno con-
dotto al rafforzamento delle modalità
tradizionali di relazione, ad un ripiego
identitario sui propri valori tramandati,
a scapito di un percorso d'emancipazio-
ne femminile che era stato in quella pic-
cola repubblica caucasica molto diffici-
le. In questo fazzoletto di terra, che
conta oggi circa un milione di abitanti,
prima dell'implosione dell'Urss, le con-
dizioni storiche più "arretrate" nello svi-
luppo economico e sociale, rispetto al
panorama sovietico europeo, facevano
sì che la donna scontasse maggiormen-
te il peso del condizionamento di anti-
chi usi e costumi arcaici. La sensazione
di totale abbandono e l'assenza di pro-
spettive generate dalla potenza distrut-
tiva della guerra e il ripiegamento su
pratiche religiose e di patriarcato in
risposta alla precarietà sociale, hanno
spinto un certo numero di Cecene a emi-
grare: un embrione di diaspora si va
costituendo all'estero (è il caso delle
giornaliste di professione o di membri
donne delle Ong).
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Matrimoni precoci, poligamia, guerre, islamizzazione della
società sono tutti elementi che concorrono a rendere difficile
la vita delle donne. E molte cominciano ad emigrare.


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