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Numero 5 del 2006

L'altra metà


Foto: L'altra metà
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Testi pagina 11

noidonne maggio 2006 11
I comuni sono la dimensione che asso-miglia di più alla dimensione umana
del vivere, a quella disseminazione oriz-
zontale di pensieri, bisogni ed eventi che
rappresentano anche una pratica che a
partire dalle donne è divenuta politica
che vuole il potere strumento di benes-
sere e convivenza.
Così donne e cittadini immaginano il
governo delle città. Ma a donne e citta-
dini questa pratica è stata spesso impe-
dita, e le parole simbolo - democrazia
partecipata, rispetto dei tempi delle
donne, accoglienza dei bisogni dei bam-
bini e dei giovani - quasi trafugate ed
usate come slogan elettorali. Sicurezza e
qualità della vita, in due grandi città,
Napoli e Milano.
Sono i due poli nei quali si misure-
ranno e, per esempio a Napoli, i candi-
dati, con in più la responsabilità, di
confermare e rafforzare il risultato elet-
torale nazionale che consegna al paese
una maggioranza di governo assai fati-
cosa. A Milano e Napoli, le donne, da
donne sono scese in piazza, e il paese
incredulo ancora non riesce a tenerne
conto.
Le buche per le strade, il degrado, "la
munnezza", la microcriminalità: i temi
della campagna elettorale nel capoluo-
go campano (governato dalla sinistra
nei tre livelli Regione, Comune,
Provincia) senza che se ne possano van-
tare né successi, né prospettive imme-
diate, e la Sindaca uscente "Rosetta"
ricandidata per l'Unione, avrà più di un
problema. Ancora una volta costretta
la Sinistra ad una battaglia di bandiera
contro il berlusconismo, perché difende-
re l'operato dell'amministrazione uscen-
te è davvero molto difficile.
Di buche, microcriminalità, degrado,
munnezza, parlano infatti sia il candi-
dato della desta Malvano, che l'altro
"alternativo" di sinistra Rossi Doria
(forte sicuramente dei voti della prote-
sta, che mai si punirebbe favorendo la
destra).
Ma nessuno dei tre candidati, o
meglio dei due che si presumono interes-
sati, nomina quelle donne scese in piaz-
za. Non sa che farsene.
Eppure sono le donne della loro città,
che lavorano sulla vivibilità, che avver-
tono da anni che la politica è un'altra
cosa: che insomma di buche si parla,
ma si devono anche riparare, che armo-
nia e sicurezza passano per una politica
della convivenza, della quale hanno
imparato, forse le parole, ma non le pra-
tiche.
Insomma è alla concezione misogina
della politica, che si devono gaffes e sot-
tacimenti delle due locuzioni chiave,
che potrebbero indirizzare un vero cam-
bio di registro nel governo cittadino:
lotta alle violenze dentro e fuori le mura
domestiche, lotta alla camorra. Piscine,
porti turistici, centri per l'occupabilità
non hanno fondamento senza quella
prospettiva di base.
La paura di denunciare, ma prima
ancora di muoversi, l'impraticabilità di
certi quartieri (o forse di tutti), in certe
fasce orarie, la nominalità dei diritti
(oberati dalla clientela e dal favore)
sono gli effetti del fardello che pesa
come un macigno sulle spalle delle
donne di Napoli e del Sud. È il peso del
patriarcato camorristico (e se non lo è
direttamente, ne assume l'omertosità)
quell'acqua sporca che riesce ad adat-
tarsi bene all'ambiente in tutte le stagio-
ni. E c'è un reato trasparente, lo stupro,
che nel nostro paese spegne ogni azione
politica di legalità, perché spesso si
svolge in quell'universo impermeabile ai
diritti che è la famiglia patriarcale.
È il ricatto, l'ultima ritorsione, la
minaccia di morte per l'unica ribellione
veramente destabilizzante per l'arrogan-
za di sottopotere, quella delle donne.
A volte guardiane coatte dei sottopo-
teri mafiosi, le donne di questo paese
vanno liberate dall'impunità di un reato
di cui ci si accorge solo quando arriva
ai bambini.
A Napoli, dove la violenza per le
strade e nelle case è il reato più com-
messo, le reti antiviolenza sono asfitti-
che e senza risorse pubbliche: un segna-
le che la catena del comando dal centro
alle periferie, dalla destra alla sinistra
(inconsapevolmente?) sul femminicidio
non trova contraddizioni.
Dalle donne (per ora silenti) in parla-
mento a quelle degli enti locali, la cate-
na del comando avrà finalmente un
segno virtuoso di inversione di tenden-
za? Il movimento delle donne, su que-
sto, come sempre, sarà un problema per
il conformismo politico, ed una risorsa
per chi vuole davvero governare.
Napoli e “la munnezza”
Elezioni amministrative / 2
il centrosinistra, al governo
di Comune, Provincia
e Regione, è impegnato in
una battaglia di bandiera
contro il berlusconismo
Stefania Cantatore


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