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Numero 5 del 2006

L'altra metà


Foto: L'altra metà
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Testi pagina 27

noidonne maggio 2006 27
Il CERN si trova a cavallo della fron-tiera franco-svizzera, nei pressi di
Ginevra, ed è un vero e proprio "labora-
torio per il mondo". Con uno staff for-
mato da circa settemila scienziati pro-
venienti da più di ottanta Paesi, è uno
dei più importanti centri occupati nella
ricerca di risposte alle domande fonda-
mentali riguardanti l'Universo: le classi-
che "da cosa è nato", come si è evoluto
fino ad oggi?", "di cosa è fatto". In paro-
le povere, si tratta della cosiddetta
Organizzazione Europea per la Ricerca
Nucleare, fondata nel 1954 in Europa
per evitare la fuga di cervelli verso gli
U.S.A. e perché i primi stati membri
potessero acquistare strumenti ad alta
tecnologia che singolarmente non
avrebbero potuto permettersi. Da allora
il CERN è diventato un esempio di col-
laborazione internazionale che vanta il
più grande Collisore di Androni (o LHC,
dall'inglese Large Hadron Collider) del
mondo.
Come cerca di spiegare Dan Brown
nel suo "Angeli e demoni" (romanzo pre-
cedente al più noto "Codice da Vinci"),
al CERN i fisici studiano la materia uti-
lizzando acceleratori di particelle, mac-
chine che accelerano i fasci di particelle
fino a farli collidere uno contro l'altro.
Negli urti l'energia in gioco è molto
grande e questo permette loro di ricrea-
re in laboratorio condizioni simili a
quelle esistenti pochi minuti dopo il Big
Bang.
Sono stata al CERN, nell'ambito di un
progetto che permetteva, a chi frequen-
ta un percorso scientifico dimostrando
buone attitudini, di trascorrere una set-
timana presso questo centro per costrui-
re un rilevatore di mioni che poi, smon-
tato e spedito, verrà ricostruito all'inter-
no della nostra scuola. Eravamo un
gruppo di sei, cinque ragazze ed un solo
ragazzo. Inizialmente tutti erano sorpre-
si, solitamente erano quasi tutti maschi
i partecipanti. E poi dicevano che chiac-
chieravamo troppo! Eppure ci siamo
prese una piccola rivincita: mentre gli
altri - pur in un periodo più lungo del
nostro - non erano riusciti a finire di
costruire il rilevatore di muoni, noi lo
abbiamo completato in soli quattro
giorni. Ed abbiamo ricevuto i compli-
menti di alcuni noti scienziati del
CERN.
E pensare che la nostra velocità era
dovuta soltanto ad semplicissimo siste-
ma a catena di montaggio, metodo ela-
borato nella prima rivoluzione indu-
striale, che era stato però del tutto igno-
rato dai ragazzi che ci avevano prece-
duto. Prima, tra le nostre chiacchiere,
avevamo scelto - dopo averlo provato -
quello che ci piaceva più fare. E lo
abbiamo fatto al meglio, coordinando-
ci. Allora forse non è così vero che tra
donne e tecnologia non c'è sintonia e se
prima si divertivano con lo slogan
"donne e rilevatori … gioie e dolori"
adesso credo che dolente sia soltanto il
loro orgoglio.
In sintonia con la tecnologia
Viaggio in Svizzera
nel "laboratorio per il mondo"
l'esperienza di studenti, anzi
studentesse, alle prese con la
Materia e l'Universo
Alessandra Pennello
Intervista a Despina Hatzifotiadon
Vita da scienziata
Una struttura di questo tipo è in grado di offrire ad un fisico competente possibilità formida-
bili (basti pensare che sono stati gli scienziati del CERN ad inventare il World Wide Web, più
comunemente detto "internet"), ma non sempre è facile entrare nell'ambiente.
A raccontarci delle difficoltà di una vita trascorsa studiando la fisica è Despina Hatzifotiadon,
matura donna greca ora parte fondamentale di uno dei progetti più importanti al CERN di
Ginevra.
Ci racconti qualcosa sul progetto al quale sta lavorando.
Si tratta di Alice, uno dei quattro rilevatori che osservano le collisioni delle particelle nell'LHC.
Credo che i risultati che l'LHC raccoglierà, una volta completato, potranno essere sorprenden-
ti: studiando gli urti di neutrini e muoni, infatti, si riesce a ricreare una situazione simile a
quella dell'Universo nei minuti subito successivi al Big Bang. Stiamo raggiungendo la cono-
scenza di ciò che ha originato il tutto e forse un giorno riusciremo a spiegare anche cosa vi è
stato prima.
Come donna ha avuto dei problemi ad entrare nel CERN?
Sì e no. Insomma qui al CERN le persone hanno una mentalità piuttosto aperta ma non è stato
altrettanto facile studiare fisica in Grecia, dove sono nata. Lì in molti erano convinti che le
donne non fossero in grado di capire la scienza e ho dovuto aspettare vari anni prima di avere
l'opportunità di andare al CERN. Detto fuori dai denti, ho dovuto aspettare che gran parte dei
maschi in università trovassero un posto soddisfacente. Nell'estate del 1981 sono arrivata
finalmente a Ginevra, come studentessa estiva, e nel frattempo ho lavorato all'Università di
Salonicco frequentando il CERN di rado. Solo nell'87 sono riuscita a stabilirmici ed ora vivo
al suo interno.
Cosa direbbe alle ragazze che hanno il suo stesso sogno?
Ora vedo le cose da un punto di vista più pratico di quando ero giovane ed ingenua, quindi
innanzitutto le avvertirei che non è un percorso facile. Molte partono con buoni propositi ma
smettono di lavorare non appena comprendono che una posizione di questo tipo ti porta a
rinunciare a molte cose. Non si ha il tempo per una famiglia, ad esempio, io sono stata fortu-
nata ad innamorarmi di un collega che vive al CERN ma è una cosa che non succede quasi
mai. Comunque direi loro anche che non ha senso rinunciare se si è motivate, certo sarà diffi-
cile inizialmente, ma le soluzioni arriveranno con il tempo.


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