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Numero 5 del 2006

L'altra metà


Foto: L'altra metà
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Testi pagina 16

maggio 2006 noidonne16
-permette le amministratrici e gli
amministratori di poter dare risposte
alle istanze sociali del territorio, perce-
pendo anche quelle delle donne che soli-
tamente sono scarsamente espresse.
Generalmente, il metodo utilizzato
prevede quattro fasi:
1) ANALISI della popolazione per
genere secondo variabili demografiche,
lavorative, disoccupazionali e redditua-
li, mirata a evidenziare le disparità di
genere nel territorio;
2) RICLASSIFICARE e ANALIZZARE
il bilancio secondo l'ottica di genere, e
individuazione delle aree tematiche gen-
der sensitive
3) ANALISI DEI SERVIZI OFFERTI:
domanda di servizio: analisi della
domanda potenziale di servizio da
parte dell'utenza
offerta di servizio: descrizione
quantitativa-qualitativa dei servizi
offerti
analisi entrate-spese del servizio
4) ANALISI DEL BILANCIO SECON-
DO INDICI DI EFFICACIA ED EFFI-
CIENZA DI GENERE PER AREE TEMA-
TICHE. Vengono rilevate le differenze di
genere e le esigenze di
servizi della popolazione, si verifica
come l'ente risponda a tali necessità
attraverso i propri servizi, se ne analiz-
zano i costi e le modalità di finanzia-
mento. Infine, attraverso appositi indici
di efficacia ed efficienza tra la doman-
da di servizi gender sensitive e la rispo-
sta dell'ente competente in termini di
offerta di servizi.
I risultati permetteranno, in sede di
consuntivo, di offrire utili spunti di
riflessione nella formazione del bilancio
di previsione. Il modello italiano di
Gender Budget si ispira alle esperienze
estere ma, di fatto, sta formandosi a
partire da quanto verificato direttamen-
te nelle sperimentazioni. Gli strumenti
utili al gender auditing sono molteplici,
molti in fase di costruzione e sperimen-
tazione.
E' utile - ad esempio - affrontare un'a-
nalisi di bilancio attraverso la riclassifi-
cazione delle entrate e delle spese in
base all'impatto di genere, ma general-
mente nelle esperienze italiane si sono
approfonditi aspetti più legati alla
spesa che non alle entrate.
In tutti i casi, le spese vengono classi-
ficate in:
spese destinate direttamente alle
donne (o agli uomini) come ad esempio
quelle relative alla salute, all'imprendi-
toria femminile, sussidi per madri,
ecc…
spese destinate al raggiungimento
delle pari opportunità come ad esempio
quelle relative ai congedi parentali, a
formazione tecnica rivolta a donne, ecc.
spese che residuano (o neutre); rap-
presentano fino al 96% delle spese.
Vengono prodotte anche statistiche e
indicatori relativi al benessere delle per-
sone disaggregati per genere e riferiti
all'ambito territoriale di riferimento,
analizzare i principali documenti di
programmazione (Relazione previsiona-
le e programmatica, Relazione della
Giunta al bilancio di previsione e PEG).
Le aree ritenute più feconde per una
sperimentazione di bilancio di genere
sono quelle dove sono più immediate le
connessioni tra le politiche messe in
campo, le azioni intraprese e gli effetti
prodotti sulle persone, uomini e donne.
Le aree o settori, cioè, che "sono costret-
ti a pensare in termini di utenza":
Area delle politiche che impatta più
direttamente sulle persone: istruzione,
formazione, lavoro e politiche sociali.
Aree delle politiche per il territorio
e l'ambiente, che hanno un impatto più
indiretto sulle persone, ma interessante
e significativo per alcuni ambiti specifi-
ci: politiche ambientali, politiche per la
mobilità
Area delle politiche di gestione delle
risorse umane dell'ente, che ha un
impatto forte e diretto sulle persone che
lavorano nell'ente e che può rappresen-
tare, per l'attenzione al genere e alla
valorizzazione delle competenze femmi-
nili, un buon esempio o una buona pras-
si per le altre istituzioni del territorio.
Secondo una definizione corrente-
mente adottata anche presso le
Istituzioni Europee, il gender budgeting
è "l'applicazione di gender mainstrea-
ming nella procedura di bilancio e con-
siste nell'adottare politiche di bilancio,
integrando la prospettiva di genere a
tutti i livelli della procedura di bilancio
e ristrutturando le entrate e le uscite al
fine di promuovere l'uguaglianza tra
uomini e donne".
* Referente per il gruppo di lavoro "Politiche,
Bilanci e Statistiche di Genere" nell'ambito della
Rete Nazionale delle Consigliere e di Parità.
PROSSIMI CONVEGNI SUL TEMA
11 maggio 2006 - Forum PA, Roma
Incontro del Tavolo Tecnico della Rete
tra Province e Comuni del Protocollo
d'Intesa sul Gender Budget.
Interverranno: Ass. Marina Pondero
(Prov. Genova), Isabella Rauti
(Consigliera Nazionale di Parità),
On. Laura Cima (prima firmataria
della proposta di legge), Mara Mori
(Presidente Consulta P.O. dell'U.P.I.)
Modena, seconda metà di maggio
Convegno sul bilancio di genere della
Provincia di Modena e presentazione
del libro a cura di M. Dal Fiume.
(per informazioni rivolgersi a demari-
no.c@provincia.modena.it)


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