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Numero 5 del 2006

L'altra metà


Foto: L'altra metà
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Testi pagina 43

noidonne maggio 2006 43
Il suo densissimo curriculum fin dall'i-nizio la segnala protagonista delle
proprie scelte, delle scene e di un pro-
getto: il suo. Fondatrice della Com-
pagnia Aringa e Verdurini, collaboratri-
ce del Teatro Rifredi, del Teatro Settimo,
autrice di spettacoli di grande successo
(A Saintrotwist - oltre 1000 repliche in
tutto il mondo - che quest'anno celebra
il ventennale, "The Beatles Songbook
concerto", "La follia della libertà - Studi
sulla follia da Erasmo da Rotterdam"
coprodotto dal Teatro Metastasio di
Prato). Dal 2004 è anche Assessora alla
Cultura della Provincia di Firenze.
"Fondamentale per me - con studi classi-
ci, musicali e di canto alle spalle - è
stato l'incontro con Alessandra Galante
Garrone che segna l'inizio del percorso
artistico più importante della mia vita e
al quale se ne affianca uno - attraverso
la psicoterapia - di studio e di ricerca su
di me molto profondo talvolta financo
doloroso sulla mia comunicazione, sul-
l'ascolto, sul sentimento, sulla sfera
emotiva favorendo un'evoluzione perso-
nale soddisfacente dal punto di vista
emotivo e in una dimensione coerente
con me stessa". Ho seguito molto il mio
istinto sentimentale.
Che ha influenzato quali sfere?
E' stata un'influenza importante
anche per le scelte della compagnia che
talvolta risultavano apparentemente
impopolari (ad esempio la scelta di non
fare televisione, o se farla solamente con
poche apparizioni in situazioni di nic-
chia) e che hanno condotto alla scelta
finale del Teatro.
A quale ruolo assolve Maria in tea-
tro, Diva, Divina, Femme fatale…?
Sono un'artigiana del Teatro, ho scel-
to la bottega, quella in cui si producono
piccoli pezzi ma molto precisi rivolti
una nicchia anche culturale e che espor-
ta all'estero. Andare con Santrotwist e i
laboratori in tanti paesi del mondo è
stata una grande esperienza che mi ha
fatto crescere attraverso lo studio e l'in-
contro di culture diverse.
Maria Cassi clown, Maria Cassi
espressiva, affabulatrice, anche un
po' folletto?
Ho studiato con Pierre Bilan e mi sento
clown nell'accezione particolare euro-
pea, quella del "fool" che ha un significa-
to ben diverso da quello italiano.
Maria lei dal 2004 è Assessora alla
Cultura di una Provincia italiana
importante quella di Firenze.
Un'Assessora clown/"fool"?
Se lo sono chiesti anche altri. Mi
sento artista, il Clown /"fool" mi appar-
tiene, me lo sento addosso: è la lente
attraverso la quale guardo il mondo.
Questa esperienza di Assessora è la mia
prima esperienza politica pubblica ,
amministrativa, ma io ho sempre fatto
politica.
Politica?
Sì perché in realtà se sali su un palco
con un certo tipo di coscienza aperto a
mondi diversi attraverso un palcosceni-
co apprendi tante cose. Considero mie
caratteristiche la tolleranza, la pazien-
za, la percezione delle differenze e nelle
differenze sono cresciuta e continuo a
crescere e sto crescendo apprendendo da
altre culture.
Di converso in che modo questa
esperienza di Assessorato influenza
l'artista la sonan di cultura, l'intel-
lettuale?
L'esperienza di Assessora alla
Provincia di Firenze è bella, interessante,
profonda e molto impegnativa e mi sta
aiutando a crescere proprio nell'applica-
zione del concetto di Cultura più ampio
che comprende e che va dalla comunica-
zione, alla cura, alla formazione ecc.
Maria che vuole restituire al territo-
rio e che vuole interagire col territo-
rio. Maria Cassi anche direttrice
artistica del circolo Teatro del Sale.
Un nome un progetto?
E' il mio progetto politico personale. Il
teatro del sale è un progetto bello che ho
potuto realizzare grazie al contributo di
mio marito che partiva da un marchio
(lo chef Fabio Picchi - ristorante e risto-
razione Cibreo) e che vuole essere un
luogo di crescita e di sperimentazione,
una bottega, un fermento, un punto di
riferimento di grande apertura e di
occasione, un momento di incontro, di
grandi e nuove alleanze, un luogo di
aggregazione anche per piccoli gruppi.
Persino per i fatti privati dai consigli in
cucina a quelli personali. In questo
Fabio è a pieno titolo uno sciamano.
Tutto questo perché c'è tanta autenti-
cità, un'anima e grande lavoro, vero?.
Il lavoro è intenso perché all'origine
sta una un'onestà un'etica. C'è anche
un'anima e tutto questo costa impegno
da alimentare ogni giorno se poi il terri-
torio è un territorio privilegiato: Firenze,
allora l'"impegno" è ancora più "impe-
gnativo" perché impone di lavorare
sugli altri per riuscire in qualche manie-
ra ad essere di spirito, a sapere acco-
gliere, sapere tessere, saper proporre e
costruire relazioni.
E la bellezza?
Sono nata di fronte all'Abbazia
Fiesolana, e sono figlia di artigiano a
sua volta figlio contadini che sapeva
abbinare il sapere al saper fare e soprat-
tutto all'etica. Un' etica, esempio pater-
no e familiare, alla quale non posso
rinunciare nella vita e che di fronte a
certi meccanismi politici talvolta si rive-
la sconcertante. Io provengo da questa
mentalità toscana e sono cresciuta in
un mondo di bellezza, dalla qualità
delle persone di grande ingegno alla bel-
lezza dell'Abbadia Fiesolana e dell'am-
biente. Grazie al contatto coi religiosi
ha costruito la mia laicità nel senso di
passione per la vita. Il mio mentore è
stato Padre Balducci e mi ha lasciato un
imprinting umano e politico. Io non
posso e non potrò mai rinunciare al mio
studio, alla mia pratica quotidiana di
classe di danza, di classe di canto. Un
processo ininterrotto e da non interrom-
pere.
Quando la Cultura è a tutto tondo
Intervista a Maria Cassi
attrice, affabulatrice, autrice,
regista, Assessora e soprattutto
Maria : una donna
Graziella Bertani


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