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Numero 7 del 2008

Vacanze: turismo a 360°


Foto: Vacanze: turismo a 360°
PAGINA 24

Testi pagina 24

luglio-agosto 2008 noidonne24
Torino
Risolti due casi di
discriminazione sul lavoro
Due i casi risolti positivamente a favo-
re delle lavoratrici sui 23 pervenuti al-
l'ufficio della Consigliera di Parità pro-
vinciale nel primo trimestre 2008.
Questo è il primo dato che emerge dal
bilancio presentato a Torino. "La ma-
ternità permane il fattore di rischio
maggiore per le lavoratrici - spiegano
le Consigliere di Parità Laura Cima e
Ivana Melli - come dimostrano anche i
due casi che si sono risolti, con il no-
stro sostegno, favorevolmente per le
lavoratrici.
Uno è un caso di demansionamento e
di progressiva esclusione, fino ad arri-
vare al licenziamento, l'altro riguarda il
riconoscimento dei diritti della lavora-
trice nella progressione di carriera.
Discriminazioni, soprattutto queste
ultime, che troppo spesso le donne ac-
cettano in silenzio e che contribuisco-
no a mantenere alto il gap tra salari
maschili e femminili e nell'accesso ai
ruoli di responsabilità.
Questi casi, risolti con successo, sono
un importante esempio e un incorag-
giamento per tutte le lavoratrici e i la-
voratori che si trovano in difficoltà af-
finché trovino il coraggio di informarsi
e di chiedere aiuto. D'altro canto oc-
corre ricordare all'azienda che la discri-
minazione è un costo che può essere
evitato con una gestione delle risorse
umane attenta alla persona e alla sua
valorizzazione".
Dalla ricerca svolta a cura di Tiziana
Vincis in collaborazione con Letizia
Amedei, sui 'Casi di discriminazione di
genere nel lavoro rilevati nella Provin-
cia di Torino nel 2007, emerge che nel
57% dei casi le discriminazioni sono
legate alla maternità e alle connesse
esigenze di conciliazione tra vita lavo-
rativa e vita familiare.
Sono circa 350 i casi pervenuti all'uffi-
cio della Consigliera di Parità provin-
ciale di Torino dal 2001 al primo tri-
mestre 2008, in crescita da 14 casi del
2002 a 88 del 2007, già 23 nel primo
trimestre 2008.
Il risultato è frutto dell'attività in rete
con i Centri per l'impiego della provin-
cia, i Sindacati e la Direzione Provin-
ciale del Lavoro - Servizi Ispettivi, le
agenzie formative, le ASL e ASO, i
Consulenti del Lavoro e di attività di
promozione specifiche. "Consapevoli
del fatto che per molte donne è più
difficile chiedere aiuto, ad esempio per
le immigrate o le lavoratrici atipiche -
osservano le Consigliere di parità Lau-
ra Cima e Ivana Melli - continuano le
azioni 'a tutto campo' per rafforzare
strumenti di lavoro e collaborazioni
che permettano di informare le donne
Consigliere di parità
Tutta casa e cinema
Guardando un po' di tempo fa una ricerca
commissionata da una multinazionale spe-
cializzata in prodotti di pulizia per la casa
e la persona - e che è presente sui mercati
europei con oltre 300 etichette - ho scoperto
alcune informazioni interessanti. Noi italia-
ne siamo le più grandi consumatrici di
detersivi di tutta Europa. Del resto basta
accendere la televisione: almeno uno spot
su due è dedicato a questi prodotti. L'altra
informazione collegata al nostro primato di
consumatrici era la stima delle ore che le
donne italiane (casalinghe e non) dedicano
alla pulizia della casa: oltre 17 ore settima-
nali per le italiane, la più alta, contro una
media europea di poco meno di 10 con le
austriache che ne dedicano 11 e le inglesi 4.
Collegando questo dato con la scarsa con-
divisione del lavoro domestico dei nostri
mariti, compagni e figli, ne emerge un qua-
dro sconfortante: non solo non ci aiutano in
casa, come avviene molto di più nel resto
d'Europa, ma siamo anche noi che ci occu-
piamo di più della nostra casa. Non voglio
dire che sarebbe meglio tenere le case spor-
che, ma forse che siamo un po' esagerate? E'
così necessario inoltre riempirci la casa di
prodotti, (altamente inquinanti tra l'altro)
par lavare i panni e il resto? Ascoltando la
pubblicità dovremmo avere almeno cinque o sei detersivi diver-
si per i panni: i bianchi, i colorati, i delicati, i neri, i jeans, poi
qualcosa per acchiappare le macchie, fissare il colore, ecc.
Quindi grandi consumatrici e grandi lavoratrici: ma ci convie-
ne ed è proprio così necessario?
Ogni giorno i media ci dicono che il pane è aumentato di qual-
che centesimo e che le zucchine sono le più care degli ultimi 10
anni, oppure che le bollette del gas aumenteranno anche di 50
euro l'anno. Tutte notizie verissime, forse sottovalutate, lo sap-
piamo tutte noi che andiamo a fare la spesa. Ma abbiamo mai
fatto il conto di quanto costano tutti i prodotti per la casa e per
il bucato?
Quanto incide sul nostro bilancio familiare? Un rapido sguardo
al ripostiglio dei detersivi offrirà risposte concrete e quasi sem-
pre sconcertanti: si spendono un sacco di soldi!
Sia chiaro che ogni volta che sento parlare di bilanci familiari
mi viene un attacco di bile per come se ne parla. Così come ogni
volta che sento parlare di "misure a favore della famiglia" per
migliorare i "bilanci familiari", appunto. Per dirla meglio penso
che il gran parlare di "famiglia" nasconde sempre una miscono-
scenza del lavoro delle donne nella famiglia, e anche di una
voluta sottovalutazione del ruolo sostitutivo delle misure di
welfare sociale che le donne svolgono ogni giorno, per la fami-
glia, appunto.
La ricerca può offrire però un ulteriore spunto di riflessione:
oltre a salvaguardare l'ambiente possiamo risparmiare danaro
e possiamo anche ridurre po' del nostro tempo dedicato alla
casa.
Il doppio risparmio - di tempo e di soldi - magari potremmo
investirlo su di noi, andando al cinema!
Alida Castelli


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