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Numero 7 del 2008

Vacanze: turismo a 360°


Foto: Vacanze: turismo a 360°
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Testi pagina 18

Era il 23 giugno 1978 quando i collet-tivi e i gruppi femministi occuparono,
con la "Festa di una notte d'estate", i lo-
cali di Via del Gambero a Modena,
attuale sede della Casa delle Donne.
Fu un momento di incontro in un cli-
ma di festa per far crescere il consen-
so intorno alla richiesta dei locali
avanzata da tempo alla città. Nel
novembre 1978 il Comune formalizzò
l'accordo per la gestione della strut-
tura con il Circolo Casa delle donne,
nel frattempo costituito dai collettivi
e dai gruppi. Da allora sono passati
trent'anni. Le associazioni femminili
modenesi hanno celebrato l'anniver-
sario quest'anno con una nuova edi-
zione della "Festa di una notte d'esta-
te" che si è svolta a giugno, festeggian-
do, allo stesso tempo, la nuova Casa
delle Donne per la quale il Comune di
Modena ha destinato lo stabile di Villa
Ombrosa. Dal 1978 la Casa delle Don-
ne di via del Gambero ha visto la nasci-
ta di molte associazioni e la crescita di
un complesso di strutture, servizi, atti-
vità, esperienze, relazioni finalizzate a
dare voce ed autorevolezza al pensiero
delle donne e della differenza di genere,
con riferimento alla storia e alle lotte di
emancipazione e liberazione della don-
na, e al lavoro in rete per contribuire al
processo di costruzione dei diritti di cit-
tadinanza per chi è nata in Italia e per
chi è nata altrove, attraverso gesti ed
azioni di scambio, integrazione, valo-
rizzazione ed ascolto della libertà fem-
minile. Nel '90 fa il suo ingresso nella
Casa l'UDI, a breve tempo nasce l'Asso-
ciazione Gruppo contro la violenza alle
donne che darà vita al Centro per don-
ne che hanno subito violenze e più tar-
di, alla Casa delle Donne Migranti "Se-
mira Adamu". Alcuni anni dopo viene
creata l'associazione Donne nel Mondo
e, da gruppi omonimi dell'UDI, nascono
le associazioni autonome Gruppo Don-
na e Giustizia, Differenza Maternità e
Centro Documentazione Donna. Le atti-
vità e le iniziative delle associazioni
femminili modenesi hanno raggiunto in
questi anni decine di migliaia di donne,
e non solo di donne, di Modena ma an-
che della provincia e della regione. Dai
corsi di preparazione per le neo o future
mamme all'accoglienza e sostegno alle
donne maltrattate alla individuazio-
ne dei nodi sensibili e problematici
della condizione della donna nella
nostra società; dalle iniziative e atti-
vità a favore dell'integrazione cultu-
rale alla conservazione della memo-
ria documentaria; dai corsi di storia
delle donne alle iniziative per favori-
re la partecipazione femminile alla
vita collettiva, la realizzazione delle
pari opportunità tra donne e uomini
e l'attuazione dei diritti di cittadinan-
za della donna. Le associazioni fem-
minili insieme rappresentano un rile-
vante punto di riferimento e di pro-
mozione di cultura, integrazione, servi-
zi e solidarietà sociale. Proprio la loro
crescita, dunque, ha condotto alla ne-
cessita di una sede più ampia, indivi-
duata dal Comune di Modena nell'edifi-
cio di Villa Ombrosa per il quale è pre-
visto un intervento di ristrutturazione.
Un nuovo luogo che le riunisse tutte era
ormai indispensabile per creare conti-
nuità di lavoro, occasioni di collabora-
zione e per offrire risposte e servizi com-
plessivi e plurali alle richieste.
luglio-agosto 2008 noidonne18
I trent’anni della Casa delle Donne
Modena
Daniela Ricci
Vi siete mai chieste se l'arte del lamento non sia responsabile di quell'autosabotaggio inconscio che molte di noi
donne mettono in atto per non eccellere o per non godere dei propri legittimi successi? Certo, spesso per tene-
re alta l'autostima occorre avere il coraggio di non nascondere a se stesse i propri errori e le proprie fragilità psi-
cologiche ma chiedere aiuto per analizzarle e completare così il ciclo di desideri che dall'interno ci chiamano ad
essere sempre più noi stesse. Non temere la propria innata emotività ma trasformarle in un punto di forza, pun-
tare sulle proprie capacità empatiche di comunicazione e quindi anche di negoziazione: due atouts che in un pe-
riodo così litigioso e irritato come questo, giocano la parte del leone a favore di noi donne. Il potere di mediare, di non cercare lo scontro aperto
che irrigidisce le singole posizioni portando quasi sempre alla reciproca sconfitta, è un enorme vantaggio femminile. Perseverare con fiducia, valo-
rizzando ciò che è stato intrapreso, condividendone i frutti con altre donne che si sono incamminate sui nostri stessi passi, ricentrare continua-
mente la propria identità con l'ausilio di un diario, di una comunicazione autentica con una persona fidata possono essere grimaldelli eccezionali
per viver sempre meglio la nostra essenza di donne. E' vero che noi italiane siamo spesso chiamate a perder tempo per denunciare ingiustizie, per
stracciare quella tela maschilista che nei secoli è stata tessuta a nostro sfavore ma perché mai il Wall Street Journal che è poi il più celebre gior-
nale americano, compilando la classifica delle 50 donne più potenti del mondo non ne annovera neppure una italiana? Perché spesso occorre affi-
lare le unghie, abbracciare la grinta e smetterla di sentirci vittime di un mondo cattivo, incompetente, aggressivo. Sforziamoci di non sentirci vit-
time e non lo saremo. Insomma, poche lagne e tanta energia, spiazzando gli uomini con una buona dose di ironia, un pizzico di umanità e tanta,
tanta determinazione. Vi sembra una ricetta possibile?
E se smettessimo di lagnarci?
nel 1978 le donne occuparono
i locali di via del Gambero.
Presto sarà aperta la nuova
sede di Villa Ombrosa
Inaugurazione Casa delle Donne, 1991
Archivio UDI Modena depositato presso Centro Documentazione Donna


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